GRUPPO CAMPANARI

PADRE STANISLAO MATTEI

BOLOGNA

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NOTIZIARIO

DICEMBRE 2009

A tutti i Soci, gli Amici e i Simpatizzanti, il Gruppo Campanari Padre Stanislao Mattei augura di tutto cuore:

 

 

 

BUON NATALE

E

FELICE ANNO 2010

 

 

 

 

 

VITA SOCIALE

· ASSEMBLEA SOCIALE 2009

· SANTA MESSA A ZOLA PREDOSA

ATTIVITÀ SOCIALI

IL CALENDARIO DELLE ATTIVITA’ SOCIALI

49° RADUNO NAZIONALE CAMPANARI D'ITALIA

NOTIZIE IN BREVE

 

 

INVITO GENERALE CHE FA LA CAMPANA GROSSA DEL TORAZZO

A tutti gli artefici, che debbino levarsi à buon’hora la mattina per andare à bottega…,

se non vogliono giostrare con l’appetito e combattere con la fame.

Di Giulio Cesare Croce

 

 

VITA SOCIALE

Assemblea Sociale 2009

Domenica 22 Febbraio, nella sala parrocchiale della chiesa dei SS. Michele Arcangelo e Pietro di Salvaro si è tenuta l’annuale Assemblea Sociale. Presenti 26 soci, l’Assemblea ha avuto regolare inizio alle ore 9.

Il presidente Sarti, presa la parola, ha salutato e ringraziato i presenti per poi passare alla relazione morale delle attività svolte. In particolare ci si è soffermati sui rapporti con le altre associazioni campanarie e dalle varie possibilità che possono scaturire da tali rapporti. Sarti poi illustra le attività già programmate per il futuro prossimo, in particolare su quelle manifestazioni che da anni sono presenti nel calendario delle attività della Mattei Fra i progetti per il futuro si discute, in particolare, sulla necessita di redigere un vero progetto per stimolare la nascita e la formazione di giovani campanari, progetto da realizzare di concerto con le altre associazioni del territorio (UCB in particolare). Messe ai voti, la relazione morale e la programmazione delle attività future sono state approvate dall’Assemblea.

In seguito prende la parola il cassiere Nannuzzi che, coadiuvato dal vice presidente Tubertini, espone e spiega ai presenti i bilanci economici: consuntivo 2008 e preventivo 2009. Dopo una breve discussione anche i bilanci sono stati approvati all’unanimità.

Essendo il consiglio in scadenza si provvede alle elezioni del nuovo Consiglio Direttivo, non prima di aver proposto all’Assemblea la riduzione a 7 del numero dei consiglieri. Dallo scrutinio risultano eletti i sig.ri: Bonantini Armando, Martignoni Massimo, Nannuzzi Stefano, Palmieri Enzo, Sarti Gabriele, Selleri Marino, Tubertini Roberto. Il consiglio direttivo, nella sua prima riunione, ha così attribuito le cariche sociali: Presidente Sarti Gabriele; Vicepresidente Tubertini Roberto, Segretario Martignoni Massimo, Cassiere Nannuzzi Stefano

Non avendo più nulla da discutere il presidente Sarti dichiara chiusa l’Assemblea ed invita gli intervenuti a partecipare alla Santa Messa celebrata appositamente per l’occasione.

Santa Messa a Zola Predosa

Domenica 6 dicembre è stata celebrata, nell’Abbazia di Zola Predosa, la Santa Messa in suffragio dei campanari defunti. Gli intervenuti, dopo la celebrazione, si sono ritrovati nei locali parrocchiali assieme all’Abate, Don Gino, e a don Raffele, per un momento di saluto e per scambiarsi gli auguri per le imminenti festività. Quest’anno la ricorrenza ha combaciato con la festività di San Nicola (San Nicolò), patrono di Zola Predosa.

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Le campane di San Prospero di Savigno, le sue campane, hanno dato l’ultimo saluto a Mario Teggi scomparso il 10 settembre dopo alcuni mesi di degenza. Mario, classe 1930 è stato per anni punto di riferimento per i campanari della valle del Samoggia, uomo cordiale, ma soprattutto maestro instancabile per i giovani campanari. Molto attivo e partecipe nella Mattei aveva ricoperto l’incarico di consigliere. Nelle parole di una sua allieva il ricordo più bello.

Un ricordo di Mario Teggi

Ho conosciuto Mario Teggi nella primavera del 1988, nella parrocchia di S.Prospero. Lui stava organizzando insieme al Gruppo Mattei una gara campanaria. Come molti ricorderanno, San Prospero è una piccola comunità; in quel periodo non c’erano ragazzi maschi in età giusta per imparare a suonare le campane, così Mario chiese a noi ragazze della parrocchia di imparare questa arte. Al principio ci sembrò un po’ strano, anche perché era un’attività prettamente maschile, ma, un po’ per soddisfarlo, un po’ per curiosità, cominciammo. Uomo di grande pazienza e disponibilità, per riuscire nell’intento si era sottoposto completamente ai nostri orari. Tutte noi lavoravamo e perciò il momento migliore per trovarci era l’ora di pranzo: un panino e via, sul campanile! Finita la giornata di lavoro, rieccoci salire le scale e ritrovarci di nuovo nella torre con il nostro maestro.

Maestro sempre pronto e puntuale, talmente contento e soddisfatto che ci trasmetteva carica, tranquillità e passione; nei momenti difficili, con la sua costanza riusciva a mantenere vivo il nostro entusiasmo. Soprattutto pazienza: a noi ragazze ogni tanto ci scappava qualche risatina sulla sua serietà e compostezza in quella attività che per noi era soprattutto divertimento, un bel modo di stare insieme e anche un pretesto per uscire un po’ di casa. Per lui era una passione, addirittura una vocazione.

I nostri genitori approvavano questo impegno: il luogo era sicuro e Mario era una persona più che di fiducia. Si comportava con noi in maniera esemplare, come un educatore: mai una parola o un gesto fuori posto. Un uomo che trasmetteva dei Valori e, in un ambiente maschile, privo di qualunque malizia. Ci ha

sempre sostenuto con grande forza d’animo nonostante alcuni dei suoi coetanei non vedessero di buon occhio la presenza femminile nell’ambiente campanario. Mario non ha mai dato ascolto a quelle voci e ha continuato ad accompagnarci alle gare e alle manifestazioni con grande orgoglio.

Ora, dopo tanti anni, penso che il nostro ritiro dall’attività campanaria, avvenuto nei primi anni 90, l’abbia un po’ amareggiato, anche se non lo ha mai dato a vedere. Ha sempre accettato le nostre decisioni senza criticarle con la umanità e la benevolenza che l’ha contraddistinto.

Lo ricorderò, o meglio, lo ricorderemo, come una persona generosa e orgogliosa di dare se stesso agli altri.

Anna Bruni

A titolo di completezza, la squadra delle ragazze era così composta;

Anna Bruni, Rita Bruni, Anna Maria Bruni; Nicoletta Dondarini; Giancarla Carboni, Gloria Franceschini

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Fra i decessi che hanno toccato la Curia bolognese nel corso del 2009 vorremmo ricordare in particolare tre parroci molto legati all’ambiente campanario: don Luigi Manelli, parroco di Samoggia; don Giorgio Muzzarelli, parroco di Pian di Venola e don Gianfranco Franzoni parroco di Borgonuovo di Pontecchio.

Don Luigi Manelli, parroco emerito di Samoggia, era nato a Walsenburg, Colorado (USA) il 14 settembre 1912 da una famiglia di italiani emigrati negli Stati Uniti. Ordinato sacerdote dal Card. Nasalli Rocca il 28 giugno 1936 fu inviato come cappellano a S. Agostino Ferrarese dove rimase fino al 1940, quando divenne parroco di Samoggia. Particolarmente fiero delle sue campane a lui spesso ci siamo rivolti per poter andare a suonare l’ottimo concerto di Samoggia e, negli ultimi anni, ci aveva sempre ospitato per la cena di beneficenza. Riportiamo, in suo ricordo, il breve trafiletto pubblicato da Bologna Sette. Don Luigi è deceduto a Savigno venerdì 13 marzo

Don Giorgio Muzzarelli, parroco emerito di Pian di Venola e di Sperticano stimatissimo e benvoluto da tutti ha sempre accolto di buon grado i campanari tanto che a Pian di Venola ne esisteva una nutrita squadra, è deceduto a Castel di Casio lunedì 23 novembre. Don Giorgio era nato a Bargi di Camugnano il 18 dicembre 1918, ordinato sacerdote dal Card. Nasalli Rocca il 25 marzo 1944 a S. Marino Bolognese. Fu subito mandato parroco in montagna a Stagno di Camugnano pochi mesi prima dei terribili eventi bellici che culminarono nelle stragi di Monte Sole. Nel 1949 fu trasferito a Sperticano e fu il primo parroco a rimanervi stabilmente dopo l’uccisione di don Fornasini. Dal 1969 si aggiunse anche la parrocchia di Venola (divenuta in seguito: Pian di Venola) dove costruì la nuova chiesa parrocchiale e le strutture pastorali annesse. A lui si deve il trasporto delle campane da Venola alla attuale sede nella cella di fianco alla chiesa di Pian di Venola. Nel 2006 aveva rassegnato le dimissioni per motivi di età e salute.

Don Gianfranco Franzoni, canonico, era nato il 28 Maggio 1931. Ordinato sacerdote nel 1956 era dal 1961 parroco di Borgonuovo. Particolarmete apprezzato per la sua opera pastorale aveva curato la costruzione della nuova chiesa, terminata nel 2008 con la costruzione del campanile che ospita l’ottimo concerto fuso da Clemente Brighenti nel 1884, già appartenete alla chiesa di Moglio, della quale, la parrocchia di Borgonuovo, ne raccoglie l’eredità.

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Tirèr e tgnîr strécc (tirare e tenere stretto)

...è il classico invito che viene rivolto agli allievi campanari quando si accingono a provare una campana un po’ pesante o impegnativa. Ma oggi ne vedo un altro aspetto.

Recentemente mi è capitato sotto mano una rivista di cronaca bolognese degli anni ’70 dove in un bellissimo articolo si parla della nostra arte campanaria e di come sia in crisi per mancanza di nuove leve. Ma come? Anche noi è da anni che parliamo di crisi, ma se ne parlava già allora, ben quaranta anni fa. Quaranta anni, quasi mezzo secolo, in un tempo che brucia rapidamente tutte le tappe! Io non suonavo certo le campane, alcuni di noi non erano neanche nati…quanto tempo! Eppure i campanari ci sono ancora ed anzi all’orizzonte si intravede anche un qualche spiraglio di luce. Qualche giovane si fa avanti, c’è interesse da parte delle istituzioni e degli enti pubblici. Non che nei campanili ci sia la ressa, ma sicuramente un po’ più di interesse rispetto agli anni passati c’è. Allora è forse il momento di smettere di piangersi addosso e darsi da fare con nuove iniziative che attraggano i giovani e che ne risveglino l’interesse. In fondo una serata passata in compagnia di amici a suonare campane o due doppi una domenica mattina per un a servizio liturgico non sono poi così male! Da qui il mio invito a non mollare, a tenere duro, anzi a farsi avanti con nuove iniziative per trascinare giovani in questa bella avventura che è l’imparare l’arte del suono delle campane. Quindi, cari soci ed amici campanari, anche quando gli ostacoli sembrano insormontabili …. Tirèr e tgnîr stréc! Gabriele Sarti

Il calendario delle attività sociali

Consueto appuntamento il 17 Gennaio a Santa Croce di Savigno per la festa di S. Antonio: una bella giornata in compagnia di campane e brulè e che termina con la cena serale nei locali della parrocchia.

Il 22 Febbraio nelle sale parrocchiali della chiesa di Salvaro, al termine dell’Assemblea Annuale e della S Messa siamo stati ospiti del socio Renato Venturi che assieme hai suoi famigliari ha voluto festeggiare con gli amici campanari il suo 70 compleanno. L’evento è stato riportato anche sul numero 69 di Nuèter (rivista di cultura e tradizioni della valle del Reno)

La tradizionale polentata di primavera si è tenuta quest’anno il giorno 8 Marzo a San Bartolomeo di Musiano dove negli ampi locali della parrocchia hanno comodamente trovato posto i circa 50 intervenuti. Particolarmente calorosa l’accoglienza del parroco, don Giorgio, e dei parrocchiani che ringraziamo vivamente..

Il 22 marzo alcuni nostri soci hanno partecipato a Perugia al "Gran concerto di Primavera" evento campanario inserito nel contesto di una manifestazione denominata "Breakfest, l’evento del risveglio". Assieme a noi erano presenti maestri campanari chiamati da varie parti d’Italia. Nell’occasione è stato utilizzato il concerto dell’Associazione Culturale Campanari della B. V. di S. Luca

Il 25 e 26 aprile abbiamo partecipato al 49° Raduno Nazionale tenutosi Spilamberto (MO) al quale dedicheremo un paragrafo a parte..

Domenica 3 Maggio si è tenuta la 26 edizione della gara campanaria di Fiesso a cui dedicheremo un paragrafo a parte.

Domenica 10 Maggio alcuni nostri soci erano presenti a Pieve di Cento, invitati dai campanari locali, che hanno con grandi festeggiamenti, hanno ricordato i 200 anni delle loro campane.

Sabato 22 agosto, come da diversi anni, ci siamo ritrovati a Samoggia, nel ricordo di Don Manelli e previa autorizzazione di Don Fabio Vignoli, attuale amministratore parrocchiale. Dopo un pomeriggio passato con il suono delle campane, un gruppo di circa 50 persone ha partecipato alla cena di beneficenza preparata da alcuni volontari. Il ricavato, circa 500 euro, è stato devoluto al CEFA. Un improvviso temporale, a metà della cena, ci ha permesso di scoprire la buona accoglienza dei locali della vicina canonica, messi gentilmente a disposizione da don Fabio, cosicché la cena ha potuto proseguire in tranquillità, ma soprattutto all’asciutto. Molto gradita è stata la presenza di un folto gruppo di giovani campanari reggiani che, oltre ad aver partecipato attivamente alla manifestazione con una lunga esibizione, ha anche, pur non potendo trattenersi per la cena, contribuito generosamente all’iniziativa. Non manca ovviamente un ringraziamento a DalleOlle Egisto che con il suo lavoro ha contribuito a fare di Samoggia un posto ben accogliente.

Domenica 15 novembre si è tenuta la tradizionale marronata a Tignano per la festa di S. Martino. Buona la presenza di pubblico, che, nonostante una scarsa presenza di campanari, ha potuto, per l’impegno dei presenti, ascoltare a lungo il suono delle ottime cinque campane. Non è mancata poi la possibilità di gustare marroni arrosto, tigelle e buon vino, il tutto, come da tradizione, distribuito in abbondanza.

Nel corso dell’anno i nostri campanari hanno di buon grado assolto ad un buon numero di servizi religiosi , in particolare: il 24 Marzo, vigilia della festa, all’Annunziata; Domenica 22 Novembre a Monte Severo in occasione della Santa Messa organizzata dal gruppo Genitori in Cammino; Domenica 13 Dicembre, alla chiesa dei Servi in occasione della festa di S. Lucia.

Oltre alle attività sopra elencate ed agli impegni per servizi liturgici nel 2009 sono stati eseguiti diversi concerti con campane autotrasportate: il 31 maggio al Lippo per la Festa della Parrocchia; il 28 giugno al circolo Croce Coperta; il 12 luglio a Zola per la Fiera; l’8 Settembre a Casalecchio di Reno per l’inaugurazione del centro parrocchiale alla Meridiana; il 27 settembre a Tolè in occasione della festa della patata; il 4 ottobre a Porretta Terme presso il convento dei padri Cappuccini per la ricorrenza di S. Francesco; l’11 novembre a Casalecchio nell’ambito della Festa di S. Martino.

Le campane della parrocchiale di San Martino in Casalecchio di Reno hanno poi suonato anche domenica 28 giugno per festeggiare, assieme alla comunità parrocchiale, i 100 anni di Pietro Sgargi, papà di don Giorgio.

 

 

Le Gare

Domenica 3 Maggio tradizionale gara campanaria di apertura a Fiesso di Castenaso: edizione nr. 26. discreta partecipazione di campanari, 13 squadre, ed anche di tante persone che si sono fermate al pranzo organizzato dai parrocchiani.. Di seguito i risultati della gara espressi dalla giuria composta da Cavicchi Adalberto, Mioli Davide e Righini Bruno

GARA DI DOPPIO

I CATEGORIA

II CATEGORIA

III CATEGORIA

IV CATEGORIA

1° STIATICO

1° S. MARTINO IN A.

1° CASTENASO

1° S. CARLO

 

2° GALLIERA

2° MONTE ARMATO

2° PIEVE DI BUDRIO B

 

3° S. NICOLO’ DI V

3° PIEVE DI BUDRIO A

3° PANICO

CAMPIONATO

I CATEGORIA

II CATEGORIA

III CATEGORIA

IV CATEGORIA

STIATICO

S. MARTINO IN ARG.

MONTE ARMATO

S. CARLO

TIRABASSE

I CATEGORIA

II CATEGORIA

   

STIATICO

GALLIERA

   

Nel 2009 si è svolta solo un’altra gara, la Gara delle Coppe, organizzata dalla UCB il 18 Ottobre a Pegola.

Raduno Nazionale

Quale luogo migliore di Spilamberto, da sempre conosciuto come il paese dei due campanili, poteva essere deputato ad accogliere, nelle giornate del 25 e 26 Aprile , i campanari provenienti da tutta Italia ? L'Unione Campanari Modenesi ha scelto questa cittadina , patria dell'Aceto Balsamico e che in passato ha avuto due importanti fonditori di campane, Domenico e Giovanni Cavani, che ha saputo accogliere più che egregiamente i campanari convenuti. Il parco della Rocca Rangoni è stata la splendida cornice del raduno: nel suo interno la sapiente disposizione dei concerti, posti ad adeguata distanza l'uno dall'altro, ha permesso ai partecipanti di potersi esibire liberamente senza problemi di orario o senza dover rispettare una scaletta spesso disattesa. Ciascun gruppo ha potuto suonare senza disturbare gli altri ed i visitatori, con una breve passeggiata, hanno potuto effettuare una sorta di percorso turistico fra i vari sistemi di suono: una specie di Italia in Miniatura dei campanari!

Notevoli ed interessanti anche le iniziative di contorno a cominciare dalla interessantissima mostra "CAMPANE DAL MONDO" a cura di Luciano Bosi che, nonostante in una posizione un po' defilata, ha avuto ugualmente un gran numero di visite, a dimostrazione dell’interesse suscitato. Per il pubblico non strettamente campanario era possibile visitare, con visite guidate, anche il museo del Balsamico Tradizionale, l'Ordine del Nocino Modenese e il Museo Archeologico Antiquarium. L'accoglienza degli amici modenesi è stata, come sempre, encomiabile così come il buffet serale servito nel cortile della chiesa parrocchiale di S. Adriano. La serata di Sabato si è chiusa con il convegno "Il Suono delle Campane" a cura del prof. Franco Bisi, a cui ha fatto seguito in incontro fra i rappresentanti delle Associazione Campanarie presenti. Tema principale dell'incontro una interessante proposta fatta dalla Federazione Campanari Bergamaschi per voce del loro rappresentante Fiocchi Luca. Tale proposta, avanzata dalla curia di Bergamo per mezzo di don Gilberto Sessantini, prevede di poter formulare una proposta di legge a tutela del patrimonio campanario italiano.

Domenica mattina il tempo, se incerto al sabato, non prometteva nulla di buono ma comunque non ha spaventato i numerosi campanari e visitatori che di buon ora hanno affollato il parco di Rocca Rangoni. Dopo una prima fase di concerti di campane i presenti hanno partecipato alla Santa Messa nella attigua chiesa Parrocchiale celebrata da S.E. Mons. Benito Cocchi . All'uscita dalla funzione la pioggia ha costretto tutti a correre al riparo e ad avviarsi verso S. Cesario dove, presso il circolo Arci, era stato allestito il pranzo. Circa 500 gli intervenuti: campanari, autorità ed amici. Ottimo il pranzo ed ottimo il servizio che ha fatto ben presto dimenticare le pessime condizioni metereologiche. Al termine del pranzo, dopo i rituali saluti e gli scambi di presenti, mentre i più lontani prendevano la via del ritorno, gli irriducibili hanno fatto nuovamente ritorno a Spilamberto per dare gli ultimi rintocchi alla festosa giornata. Unico neo, assai importante, è che, sia in occasione del raduno che ancora alla data odierna, nessuno abbia avanzato la propria candidatura per organizzare il raduno del 2009, 50° edizione. Chissà se qualcuno ha voglia di darsi da fare? Diversa è la situazione per gli anni a venire che vede per il 2011 la candidatura del Gruppo Scampanotadôrs Furlans e per il 2012 l'Unione Campanari Bolognesi

 

Notizie in breve

Organizzato dal Gruppo Campanari di Arrone si è tenuto in Arrone (Terni), sabato 29 Agosto, il 1° Raduno Campanari del Centro Italia. Salutiamo con piacere il fiorire di nuove iniziative e soprattutto il comparire sulla scena nazionale di nuovi Gruppi o Associazioni che, ci auguriamo, diano nuova energia alle altre realtà campanarie italiane.

La Lim Editrice ha dato alle stampe la nuova fatica di Claudio Montanari," MUSICISTI DI CAMPANE – Le campane, le bilicature, le forme di suono." Questo nuovo libro, corredato da 2 cd audio, espone, traendo dalla lunga e profonda ricerca effettata dall’autore, aspetti del mondo delle campane non trattati dal primo libro, addentrandosi tra problemi attuali relativi alla modernizzazione quali elettrificazione, raduni e nuovi aspetti dell’arte campanaria.

Per i tipi della casa editrice Ancora è stato pubblicato, di Grazia Merlatti e con una prefazione di Giorgio Torelli "di bronzo e di cielo – Campane: storia, simboli e curiosità". Nel volume l’autrice, insegnante e pubblicista, collaboratrice con alcune testate nazionali, racconta storie, leggende e poesie su campane e dintorni.

In occasione dei festeggiamenti per i duecento anni di fusione delle campane il numero 11 dei QUADERNI PIEVESI è stato completamente dedicato alle campane di Pieve di Cento. La stesure è a cura di Mario Giancarlo Gotti.

Dal 20 al 31 ottobre presso lo spazio espositivo "La Virgola" alla Casa Della Conoscenza di Casalecchio di Reno è stata allestita la mostra "LE CAMPANE, PRIMO MEDIA. STORIA, OGGETTI PERSONE". La mostra, comprendeva fotografie di Marco Pusinanti, oggetti prestati dal Museo Civico Medievale di Bologna, dalla ASP Poveri Vergognosi, dall’Unione Campanari Bolognesi, dal Gruppo Campanari Stanislao Mattei, da Maurizio Muzzi e da Gabriele Sarti. L’allestimento, a cura di Marco Pusinanti e di Maurizio Barilli, è stato possibile grazie all’interessamento dell’ Amministrazione Comunale di Casalecchio di Reno e con la preziosa collaborazione di Stefano Orlandi. Mercoledi 28 ottobre, in contemporanea con la mostra, sempre presso la casa della conoscenza si è tenuta la conferenza " E Livànli! Arte campanaria e architettura religiosa nel Bolognese" a cura della Prof. Paola Porta, di Italo Vecchi e di Maurizio Barilli.

Note periferiche a cura di Maurizio Barilli

Grazie alla sensibilità delle istituzioni amministrative e culturali del comune di Casalecchio di Reno è stato possibile dare corpo ad un progetto sperimentale di sensibilizzazione civica alla Antica Arte Campanaria Bolognese.

Il progetto comprende interventi diversi sul territorio comunale e distribuiti cronologicamente in fasi distinte, vale a dire: la costituzione di una mostra tematica specifica al sistema di suono delle campane alla bolognese; episodi stagionali – anche prolungati in diverse giornate – di accademie con concerti commentati nei campanili del luogo, ritmati secondo un calendario che tiene conto e delle scadenze liturgiche e delle manifestazioni anche laiche caratteristiche; l'istituzione di un corso di propedeutica al suono indirizzato principalmente ai giovani studenti e devoti, reclutati attraverso la mediazione di scuole superiori, società sportive, parrocchie e oratori.

Ad oggi si raccoglie la soddisfazione del successo della mostra, svoltasi durante le ultime due settimane di ottobre, che ha illustrato sinotticamente lo spirito, la tradizione, la struttura e la tecnica del suono delle campane secondo il sistema bolognese, attraverso un percorso dialettico commentato grazie a pannelli testuali, fotografie, oggetti significativi e filmati documentari.

Interesse apprezzabile anche per la prima stagione del progetto di partecipazione della comunità alle sessioni di suono, inserite nelle fase come "San Martino Campanaro": dimostrazioni spalmate in episodi campanari spalmati nell'arco di una settimana.

L'esperienza vissuta stimola così a provvedere, per le stagioni dell'anno venturo, eventi simili contestuali a scadenze liturgiche o civili coerenti con lo spirito ed il senso della campaneria; in primavera comunque, con il patrocinio del Comune, si istituirà un corso teorico e pratico di addestramento all'Antica Arte Campanaria Bolognese che si aprirà con una lezione introduttiva di valutazione e proseguirà con lezioni concettuali e prove concrete di tecnica pratica del suono.

Naturalmente si apprezzerà senza riserve l'eventuale adesione al progetto di chiunque, per la parte che vorrà, la desideri, rivolgendosi direttamente ai noti campanari in Casalecchio.

Si conclude ringraziando i singoli e i sodalizi campanari Padre Stanislao Mattei; Unione Campanari Bolognesi e Gruppo Campanari Ferraresi per il contributo che hanno concesso.

 

Sbirciando tra gli scritti di Giovanni Paltrinieri, gnomonista e storico bolognese troviamo una filastrocca scritta nel 1610 da Giulio Cesare Croce dove l’autore racconta di come i rintocchi della Campana Grossa del Torrazzo (torre dell’Arengo) risuonino come un invito a chi deve andare a lavorare, prendendo in considerazione ogni possibile mestiere dell’epoca. Riportiamo fedelmente, per quanto possibile, il testo integrale tratto da un libretto dell’epoca.

INVITO GENERALE CHE FA’ LA CAMPANA GROSSA DEL TORAZZO

A tutti gli artefici, che debbino levarsi à buon’hora la mattina per andare à bottega…,

se non vogliono giostrare con l’appetito e combattere con la fame.

INVITO FATTO DALLA CAMPANA DEL TORAZZO

à tutti gli artigiani

Essortandogli all’andare à Bottega…

La Campana del Torazzo

La mattina quando suna.

Proprio par che il Cielo

intuona

E che dica in su’ parlare,

Sù, sù tutti à lavorare

Sù sù dunque o Calciolari

Non dormre, ch’egli è

giorno,

Ma ciascun facci ritorno

A trapunger le tomare,

Sù sù tutti

Sù sù presto, ò Marangoni

Non udite la Campana

Che vi chiama ì voce piana

A le seghe, e a le manare?

Sù sù tutti

Sù sù presto ò Speciali

Ritornate à i bossoletti

A i composti, à i connfetti,

E le cure à preparare,

Sù sù tutti

Sù sù presto Marescalchi

Caminate à la Fucina

Ch’egli è hormai meza mattina,

E v’è un Barbar da ferrare

Sù sù tutti

Sù sù presto voi Filaroieri

Non dormite come scogli,

Ma le trame, con gli orsogli

Gite à torcere, e à binare

Sù sù tutti

Sù sù voi, che fate getti

Di campane, e candelieri,

Ritornate à i lavorieri

E i metalli ad affinare,

Sù sù tutti

Sù sù ancor voi Ballonari

A tagliare capre, e montoni,

E cucire gli alloni,

Che nò s’habbiano à sgonfiare

Sù sù tutti

Sù sù ancora voi Librari,

Che vi piace à dormir tanto,

A botega andate intanto,

Che v’è un Plinio da legare,

Sù sù tuttti.

Sù sù ancor voi Stampatori

Ritornate à le cassette,

E a correger le formette,

Et il Torcolo à tirare,

Sù sù tutti

Sù sù Fabri non dormire,

Ma sbalzarte à far de’ chiodi,

E quei mazzi grossi, e forti

Su l’incudine à risonare

Sù sù tutti

Sù sù presto, voi Merciari

Con i vostri martelletti,

E ferrare gli stringhetti,

Che non s’habbin à sferare,

Sù sù tutti

Sù sù presto voi Beccari

Riducetevi à i macelli

A coppar manzi, e vitelli

E le giunte accomodare,

Sù sù tutti

Sù sù presto voi Sartori,

Ch’à dormir non si lavora,

Ma l’agocchia, e la cesora

Cominciate à travagliare,

Sù sù tutti

Sù sù ancor voi Armaruoli,

Che formate corsaletti,

E manopole, e zucchetti

Per i bravi da portare,

Sù sù tutti.

Sù sù voi, che fate corde

Di liuti, cetre, e lire

Se vorrete ogn’hor dormire

Non havrete da pappare,

Sù sù tutti.

Sù sù ancora voi Magnani

Non tenete i capi gravi;

Ma à far gite toppe, e chiavi

Et i mantici a soffiare,

Sù sù tutti.

Sù sù voi, che fate schioppi

Corti, e lunghi d’ogni fatta,

Né aspettate, che la gatta

Ve li venghi a trivelare,

Sù sù tutti.

Sù sù voi ò Dipintori,

Che con nobili inventive,

Di bei Scorci, e prospettive

Fate ogn’un trasecolare

Sù sù tutti.

Sù sù hormai signor Banchieri

Cò le borse à i banchi andate,

Perché gia stan le brigate

Con le polize aspettare,

Sù sù tutti.

Sù sù voi Signor Scolari,

Su lasciate i letti caldi,

Et i Bartoli coi Baldi

Gite hormai à sqinternare

Sù sù tutti.

Sù sù Fisici eccellenti,

C’horamai è meza mattina,

E l’infermo à testa china

Gia comincia a sospirare,

Sù sù tutti.

Sù sù presto voi Scultori

A formar statue, & impronti

Hor de’ vivi, hor de’ defonti

Per lor fama immortalare,

Sù sù tutti.

Sù sù voi Cavallerizzi,

Che si destri, e si leggieri

Insegnate à li corsieri

Far carriere, e corbettare,

Sù sù tutti.

Sù sù voi Procuratori

Ale cause, à gl’istromenti,

Che già i poveri clienti

Son nel studio a passegiare

Sù sù tutti.

Sù sù ancor Signor Dottori,

Che la Squilla è già sonata,

E la chatedra parata,

Per andare a disputare,

Sù sù tutti.

Sù sù Musici non state

Più a dormir, che il tempo vola,

E i discepol sono in scola

Che vorrebbon solfeggiare

Sù sù tutti.

Sù sù voi ò Schermitori

Che có spade, e có brocchieri

Insegnate i colpi fieri

Da ferire, e da parare,

Sù sù tutti.

Sù sù presto o Ballarini

Riducetevi à le scole,

E con salti, e capriole

Gitte il piede à essercitare

Sù sù tutti

Sù sù voi, che pelle d’oro

D’addobbar camere, e sale

Far fodere, su che male

Si guadagna à poltreggiare

Sù sù tutti.

Sù sù voi Mastri di scola

Che insegnate à i fanciulletti,

Le tobelle,e gli albafetti,

E gli state à verberare,

Sù sù tutti.

Sù sù ancora voi Scrittori,

Geometri, & Abachisti,

Ch’insegnate fare acquisti,

Col partire, e col sommare,

Sù sù tutti.

Sù sù voi o Fondachieri,

Che tenete magazzini,

Se volete dè quattrini

Non bisogna sdormiazzare,

Sù sù tutti.

Sù sù voi o Brentatori

Con le brente, e co i spontoni,

Non dormite da poltroni,

Perché l vin si vuol guastare,

Sù sù tutti.

Sù su presto voi Tintori,

Che tingete seta, e lana,

Deh sentite la campana,

Che vi chiama à la caldare.

Su, su tutti.

Sù su presto Calegari

Date il torno à la vacchette,

Che col farle lustre, e nette,

Più verrete à guadagnare,

Sù sù tutti.

Sù su voi o Strazzaroli,

Che le calze comperate

Vecchie, e fruste, e le spacciate,

Come nove, ancor più care

Sù sù tutti.

Sù su voi Signor Fornari,

Perché adesso à dirvi il vero,

Dominate l’Emisfero,

E vi fate rispettare.

Sù sù tutti.

Sù su presto Lardaroli

A investir de le budelle,

E salami, e mortadelle,

Che fan bene à tutt’andare.

Sù sù tutti.

Sù su hormai, ò Capellari,

Che capelli, e capelletti,

Lunghi, larghi, tondi, e stretti,

Sù sù tutti.

Sù su presto voi Spadari,

Deh non siate negligenti,

A le lame, à i fornimenti

A brunire, & à lustrare.

Sù sù tutti.

Sù su presto ò Pianellari,

Voi, chà vedov’, e donzelle,

Fate zoccoli, e pianelle,

Che le fan spesso cascare,

Sù sù tutti.

Sù su voi, che fate carte

Da tarocchi, e da primiera,

Non stancate la lettiera,

Se volete da mangiare,

Sù sù tutti.

Sù su voi che fate guanti,

A tagliar capretti, e cani,

Ma guardatevi le mani,

Ché il coltel ve la vuol fare,

Sù sù tutti.

Sù su voi ò Regatieri,

Che lettiere, e credenzoni,

Banchi, tavole, e cassoni,

State in piazza a zavagliare,

Sù sù tutti.

Sù su presto ò Pentolari

Ritornate a far scodelle,

Tondi , piatti, e catinelle,

E boccali da pisciare,

Sù sù tutti.

Sù su voi, chà le fornaci

State à far tazze e bicchieri

Ritornate à i lavorieri,

Et il vetro à liquefare,

Sù sù tutti.

Su su presto ò liutari,

E che fate cetre, e lire,

Non bisogna più dormire

Se volete da biasciare,

Sù sù tutti.

Su su presto voi Barbieri

A tosare, e por ventose;

E le piattol fastidiose,

col mardocco à discacciare

Sù sù tutti.

Su su presto Profumieri

A le palle, & à gli odori,

Acque nante, acque di fiori,

che fan l’huom innamorare,

Sù sù tutti.

Su su voi ò Lanternari,

che lanterne, e lanternini

Fate grandi, e picciolini,

Per la notte da portare,

Sù sù tutti.

Su su voi ò Zavattini

Più non fate i dormiglioni,

Ma bagnate gli tacconi

Che si possino forare,

Sù sù tutti.

Su su tutti ò Pellizzari

A cucir gite le pelle

Che le pover vecchierelle

Ben si possino riscaldare,

Sù sù tutti.

Su su tutti ò gioielieri

A le perle, & e à gli anelli,

Che i pendenti , & i gioielli

Fan le spose rallegrare

Sù sù tutti.

Su su voi ò Muratori

Con le conche, e le cazzuole

Non vedete voi, che’l Sole

Gia comincia a riscaldare?

Sù sù tutti.

Su su presto Pollarelli

Che tenete oche, e pavoni

Galline , anitre, e piccioni

Ne le vostre capponare

Sù sù tutti.

Su su presto ò voi Tessiere

Non dormite figlie belle

Ma tornate à le cannelle,

E le calcole a menare;

Sù sù tutti.

Su su ancora voi Filiere,

Che filate à questi, e quelli,

Stando al Sol co i molinelli,

Tutto il giorno à cicalare

Sù sù tutti.

Su su voi ò Spenditori,

Che nel spendere sete pronti,

Poi nel fare i vostri conti,

sempre v’è da contrastare

Sù sù tutti.

Su su tutti voi Speltini,

Che vendete le misture,

Preparate le misure,

Che i villan voglion conprare

Sù sù tutti.

Su su Hosti e Tavernieri

A l’arrosto, & à l’alesso

Ch’à i viandanti ben’ e spesso

Gli tornate a riscaldare,

Sù sù tutti.

Su su voi o Vetturini

Le carogne preparate,

che sian magre, e scorticate

E ch’in piè non possin stare,

Sù sù tutti.

Su su servi, su massare

Su su balie, su donzelle

Non stendete più la pelle,

Che dovreste vergognare

Sù sù tutti.

Su su Guattari, su Cuochi

Date attorno à le scodelle

A i lanezzi, à le padelle,

A i schidoni, à le caldare

Sù sù tutti.

Su su voi Garzon di stalla

A sonare la Bustacchiana,

E la bella Franceschina

Ne la striglia à tutt’andare

Sù sù tutti.

Sù su voi Signor Facchini

Che dormir mai dere stuffi,

E co i sacchi, e con i zuffi

Gite hormai à someggiare,

Su su tutti.

Su su voi ò Ciurmatori,

Caudenti, e Ceretani,

Che marmotte, scimie, e cani

Fate in piazza tombollare,

Sù sù tutti.

Su su in conclusione,

Ogni forte d’essercitio

Che’l dormir è troppo vitio,

Quand’è tempo di veggiare

Sù sù tutti.

E perché voglio finire,

Io vi dico chiaro, e schietto,

che se state tanto à letto

Ma l’havrete da disnare?

Sù sù tutti.

E se à me non lo credete,

Io vi lasso, e vado via

Che madonna Carestia

Vi farà ben’insegnare

Sù sù tutti à lavorare

 

Dicembre 2009

Riprodotto in proprio Chiuso in stampa il 15 dicembre 2009